{"id":80,"date":"2020-12-30T11:03:40","date_gmt":"2020-12-30T10:03:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galletta.it\/gg\/?page_id=80"},"modified":"2021-05-03T12:20:51","modified_gmt":"2021-05-03T10:20:51","slug":"glossario","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.galletta.it\/gg\/it\/glossario\/","title":{"rendered":"Glossario"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte voci di questo glossario sono gi\u00e0 spiegate nel testo e sono riportate qui per una consultazione pi\u00f9 veloce. I termini in <strong>neretto<\/strong> sono definiti anche nel glossario e quelli in <strong><em>neretto corsivo<\/em><\/strong> sono presenti come altre voci del glossario. Per informazioni pi\u00f9 dettagliate sulle singole voci si suggerisce di cercare su Wikipedia (it.wikipedia.org) che tra volontari e collaboratori delle Universit\u00e0 e Istituti di Ricerca viene continuamente aggiornata. 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Essendo una <strong><em>molecola polare<\/em><\/strong>, l\u2019ac\u00adqua for\u00ad\u00adma facilmente <strong><em>legami <\/em>a<em> idrogeno<\/em><\/strong> con altre molecole polari, capacit\u00e0 da cui di\u00adscendono le propriet\u00e0 dell\u2019acqua che sostentano la vita. Le molecole dell\u2019acqua si raccolgono intorno agli ioni e alle altre molecole polari (solvatazione) e tendono a legarsi con esse. Le sostanze di queste molecole che si trovano nella trama dei legami a idrogeno dell\u2019acqua sono quindi solubili in essa (<strong><em>molecole idrofile<\/em><\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Adenina<\/strong>:una delle <strong>basi azotate<\/strong>, fa parte delle purine ed \u00e8 indicata con A e con formula C<sub>5<\/sub>H<sub>5<\/sub>N<sub>5<\/sub>. Si trova sia nel <strong><em>DNA<\/em><\/strong> sia nell\u2019RNA e si accoppia con la <strong><em>timina<\/em><\/strong>. Pu\u00f2 formare legami con l\u2019<strong><em>uracile<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Amminoacidi<\/strong>:molecole composte da un gruppo amminico (\u2013NH2) e un grup\u00adpo carbossilico (\u2013COOH) separati da un atomo di carbonio; sono tutte rag\u00adgruppabili secondo la formula NH<sub>2<\/sub>\u2013C<sup>\u03b1<\/sup>HR\u2013COOH.  C<sup>\u03b1<\/sup>&nbsp;sta a indicare <strong>car\u00adbonio alfa<\/strong>, asimmetrico, ovvero un carbonio i cui 4 elettroni di legame sono tutti legati ad atomi o gruppi di atomi diversi l\u2019uno dall\u2019altro. La sua presenza comporta la pos\u00adsibilit\u00e0 per la molecola di presentarsi come immagine speculare e di formare quindi (stereo) <strong><em>isomeri<\/em><\/strong> <strong><em>D<\/em><\/strong> e <strong><em>L<\/em><\/strong>. Nella formula invece il sim\u00adbolo R rappresenta la <strong>catena laterale<\/strong> o <strong>gruppo R<\/strong>: questa \u00e8 la porzione di molecola che rende carat\u00adteristico ogni amminoacido e pu\u00f2 essere <strong><em>polare<\/em><\/strong>, <strong><em>non polare<\/em><\/strong>, acida o basica. La prolina si differenzia dagli altri amminoacidi perch\u00e9 uno dei due atomi di idrogeno legati all\u2019azoto nel grup\u00adpo amminico \u00e8 sostituito da un legame con una catena (CH<sub>2<\/sub>)<sub>3<\/sub>&nbsp;che si chiude ad anello sul CH. In tutte le proteine dei viventi, appartengano esse a un virus o a un essere umano, si trovano gli stessi 20 amminoacidi (vedi Tabella 2.2 nel ibro). La maggior parte delle proteine \u00e8 costituita da almeno 100 amminoacidi, ma si pu\u00f2 giungere fino a 20 000 nelle proteine pi\u00f9 grandi. Questi amminoacidi si designano con un codice di tre lettere oppure di una lettera, come indicato nella stessa Tabella: per esempio l\u2019amminoacido alanina si indica con <em>Ala <\/em>o <em>A<\/em>, lisina con <em>Lys<\/em> o <em>K<\/em>, arginina con <em>Arg<\/em> o <em>R<\/em>, istidina con <em>His<\/em> o <em>H<\/em> ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nella sintesi delle proteine ogni amminoacido viene unito a un altro mediante <strong>legame peptidico<\/strong>, cio\u00e8 un legame tra il gruppo carbossile di uno e quello am\u00adminico dell\u2019altro con l\u2019eliminazione di una molecola d\u2019acqua, formando cos\u00ec un polimero lungo, continuo e lineare, ovvero una <strong>catena polipeptidica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Basi azotate<\/strong>: sono molecole con un\u2019ossatura carboniosa a forma ciclica presenti negli acidi nucleici in due tipi: le <strong>purine<\/strong>, costituite da due anelli di car\u00adbonio, e le <strong>pirimidine, <\/strong>composte invece da un solo anello di carbonio. Le ba\u00adsi puri\u00adni\u00adche sono l\u2019<strong><em>adenina<\/em><\/strong> (<strong>A<\/strong>) e la <strong><em>guanina<\/em><\/strong><strong> <\/strong>(<strong>G<\/strong>), quelle pirimidiniche sono la <strong><em>timina<\/em><\/strong> (<strong>T<\/strong>), la <strong><em>citosina<\/em><\/strong><strong> <\/strong>(<strong>C<\/strong>)e l\u2019<strong><em>uracile<\/em><\/strong><strong> <\/strong>(<strong>U<\/strong>), che si trova solo nell\u2019RNA al posto della ti\u00admina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Batteri<\/strong>:piccoli organismi <strong><em>procarioti<\/em><\/strong> che si riproducono per divisione cellulare (<strong><em>mi\u00adtosi<\/em><\/strong>) e sono generalmente dotati di <strong><em>membrana<\/em><\/strong>. La loro forma pu\u00f2 es\u00adsere sfe\u00adrica, a bastoncino o a spirale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carboidrati<\/strong>: gruppo di sostanze, dette anche <strong>glicidi<\/strong> o <strong>saccaridi<\/strong>, che comprende gli zuccheri semplici e tutte le molecole pi\u00f9 grandi costituite da sub-unit\u00e0 di <strong><em>zuccheri<\/em><\/strong>. Le funzioni dei carboi\u00addrati sono principalmente quelle di immagazzinare energia chimica e di produrre materiali durevoli per le costruzioni biologiche, per esempio cellulosa o cartilagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carbonio<\/strong>:l\u2019elemento su cui si basa la vita sulla Terra. Il suo ruolo fondamentale pu\u00f2 essere spiegato considerando la sua struttura atomica e quindi la na\u00adtura dei suoi legami chimici. Infatti un atomo di carbonio ha 4 elettroni non appaiati nel guscio pi\u00f9 esterno e pu\u00f2 formare quindi fino a quattro legami covalenti sem\u00adplici, il tipo di legame pi\u00f9 stabile, con altrettanti atomi di carbonio o di altri e\u00adlementi. Da ci\u00f2 deriva la sua capacit\u00e0 di formare lunghe catene oppure strutture ramificate o ancora anelli, in pratica quindi tutta la grande variet\u00e0 di molecole biologiche pi\u00f9 o meno complesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cellula<\/strong>:la pi\u00f9 piccola unit\u00e0 biologica capace di replicarsi, rappresentata da una sostanza chiamata <strong>citoplasma<\/strong> racchiusa da una <strong><em>membrana<\/em><\/strong>. Tutti gli organismi sono costituiti da una cellula (organismi unicellulari) o da pi\u00f9 cellule (or\u00adganismi plu\u00adricellulari). Le cellule possono cooperare come parti di un tessuto o di un organo o vivere e riprodursi separatamente come singoli individui vi\u00adventi. Le cel\u00ad\u00adlule cap\u00adtano sostanze nutritive, le digeriscono ed eliminano i prodotti di ri\u00ad\u00adfiu\u00adto; man\u00adtengono un particolare contenuto di acqua e di sali; sono capaci di ac\u00adcrescimento, riproduzione e movimento; rispondono alla sti\u00admo\u00adla\u00adzione esterna; spen\u00addono energia per svolgere le loro attivit\u00e0; ereditano un pro\u00adgramma genetico dalle cellule genitrici e lo trasmettono alle cellule figlie; infine muoiono. Si presentano in un\u2019ampia variet\u00e0 di forme e dimensioni: dalle cellule ner\u00advose enormemente lunghe ai minuscoli batteri. Si possono dividere in due ti\u00adpologie fondamentali, in base alle strutture interne che contengono: cellule pro\u00adcarioti ed euca\u00adrioti. Le cellule <strong>pro\u00adcarioti<\/strong> (dal greco <em>pro<\/em>, \u201cprima di\u201d e <em>k\u00e0ryon<\/em>, \u201cnucleo\u201d) sono il tipo pi\u00f9 semplice, non hanno un nucleo vero e proprio, ma solo una regione interna non delimitata da una membrana, dove si trova il materiale genetico. Esse sono praticamente prive di <strong><em>organelli<\/em><\/strong> e capaci di attivit\u00e0 molto meno complesse rispetto alle cellule eucarioti. I batteri sono pro\u00adcarioti. Per questo si pensa che i procarioti rappresentino uno stadio iniziale dell\u2019evoluzione della vita prima che comparissero gli organismi eucarioti. Le cellule <strong>eucarioti<\/strong> invece all\u2019interno della membrana possiedono un <strong>nucleo<\/strong>, un <strong><em>organello<\/em><\/strong> che contiene il materiale genetico e altre strutture ben sviluppate. Possiedono anche <strong>mitocondri<\/strong>, organelli dotati di un proprio DNA responsabili dell\u2019ossidazione di sostanze energetiche. Po\u00adtrebbero essere batteri primitivi, inglobati dalle cel\u00adlule eucarioti per produrre energia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cere<\/strong>: hanno una struttura molto simile a quella dei grassi ma contengono un numero molto maggiore di acidi grassi legati a uno scheletro a catena pi\u00f9 lunga. Le cere sono il principale componente della <strong>cuticola<\/strong>, quel rive\u00adsti\u00admento impermeabile delle foglie e del fusto della maggior parte delle pian\u00adte, che impedisce loro di perdere una quantit\u00e0 eccessiva d\u2019acqua e quin\u00addi di disidratarsi. Sono state dunque indispensabili alla vita vegetale per pas\u00adsare da un ambiente strettamente acquatico a quello terrestre. So\u00adno inoltre presenti nella secrezione con cui gli uccelli si spalmano le penne per renderle impermeabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Citoplasma<\/strong><strong> <\/strong>vedi <strong><em>cellula<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Citosina<\/strong>: una delle <strong>basi azotate<\/strong>, \u00e8 una pirimidina indicata con C e con for\u00admula C<sub>4<\/sub>H<sub>5<\/sub>N<sub>3<\/sub>O. Si trova sia nel <strong><em>DNA<\/em><\/strong> sia nell\u2019RNA e si accoppia con la <strong><em>guanina<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conduzione<\/strong>: la propagazione di energia o il passaggio di particelle da un punto all\u2019altro di un corpo, senza che la struttura di esso sia alterata. Esempi: con\u00addu\u00adzione termica in un corpo denso, in cui il calore fluisce all\u2019interno di esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conservazione dell\u2019energia<\/strong>: Si tratta di un principio della Fisica che afferma che l\u2019energia pu\u00f2 venire trasformata da una forma a un\u2019altra, ma non viene creata n\u00e9 distrutta e perci\u00f2 l\u2019energia totale di un sistema fisico resta invariata nel tempo. Un sistema fisico collegato a un altro pu\u00f2 perdere energia per attrito, irraggiamento o altri meccanismi di trasporto. Un sistema fisico isolato invece conserva sempre la sua energia totale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Convezione<\/strong>: la propagazione di energia termica in un fluido, in cui parti di esso si dilatano per effetto del riscaldamento e si spostano, facendo muovere le parti pi\u00f9 fredde. In una pentola che sta per bollire o nell\u2019atmosfera, la convezione \u00e8 rappresentata dai movimenti verso l\u2019alto dell\u2019acqua o dell\u2019aria che viene riscaldata dal basso e da quelli verso il basso delle zone pi\u00f9 fredde, in un ciclo continuo detto <strong>ciclo convettivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cromosomi<\/strong>: strutture della cellula che contengono il <strong><em>DNA<\/em><\/strong> cellulare con una precisa sequenza dei <strong><em>geni<\/em><\/strong> e che sono in grado di auto-replicarsi. Nei pro\u00adcarioti il DNA dei cromosomi ha una struttura circolare e contiene in un solo cromosoma l\u2019intero <strong><em>genoma<\/em><\/strong>. Negli eucarioti il <strong><em>genoma<\/em><\/strong> possiede un certo numero di cromosomi. Il loro DNA \u00e8 associato con diversi tipi di <strong><em>proteine<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Difetto di massa<\/strong>: all\u2019interno del nucleo, i nucleoni (protoni e neutroni) sono portatori di intense forze attrattive, le <strong>forze nucleari<\/strong> o <strong>interazioni forti<\/strong>. Esse tengono insieme il nucleo, producendo energia potenziale negativa (di legame). Per la <strong><em>relazione massa-energia<\/em><\/strong>, aggiungere energia negativa a un gruppo di particelle \u00e8 <em>equivalente<\/em> ad abbassare la loro massa totale. Que\u00adsto fenomeno \u00e8 detto difetto di massa. La massa delle particelle che sono legate da una forza attrattiva, per esempio in un nucleo atomico, \u00e8 minore della somma delle masse delle singole particelle. Questo \u00e8 facile da verificare esaminando una tabella periodica degli elementi in un testo di chimica: il peso atomico dell\u2019idrogeno \u00e8 1,008 mentre quello del\u00adl\u2019ossigeno, che ha 16 particelle con massa equivalente all\u2019idrogeno, \u00e8 solo 15,999. Il rapporto delle masse \u00e8 quindi 15,87, inferiore a 16. Dov\u2019\u00e8 andato a finire il peso mancante? Esso corrisponde all\u2019<strong>energia di legame<\/strong> dell\u2019atomo di ossigeno, che essendo negativa (forza attrattiva) genera un difetto di massa. Fer\u00admiamoci a pensare come sia essenziale questa propriet\u00e0 all\u2019architettura di tutto l\u2019Universo. Se non ci fosse il difetto di massa, non ci sarebbe per una particella nessuna differenza tra lo stare legata a un atomo oppure vagare solitaria nello spazio. In questo caso la materia formerebbe spontaneamente atomi e mo\u00adlecole che altrettanto spontaneamente si disintegrerebbero e non sarebbe possibile for\u00admare elementi chimici stabili. Su grande scala non vi sa\u00adrebbero pianeti n\u00e9 vita e noi non saremmo qui a descrivere il fenomeno n\u00e9 voi a leggerlo\u2026 il difetto di massa tiene insieme l\u2019Universo. Nel caso di un atomo con <strong>numero di massa<\/strong> A, il difetto di massa sar\u00e0 ripartito sulle particelle presenti. Nella tabella periodica degli elementi, il difetto di massa per particella nucleare cresce fino ad ar\u00adrivare a nuclei con A = 56, che corrisponde all\u2019isotopo stabile del ferro pi\u00f9 abbondante in natura; in seguito inizia a decrescere. Tutte le volte che un nucleo atomico con energia di legame minore si trasforma in un altro nucleo con energia di legame mag\u00adgiore, per <strong><em>fusione <\/em><\/strong>o <strong><em>fissione nucleare<\/em><\/strong>, il processo rilascia energia. Al contrario, per trasformare un nucleo atomico con energia di legame maggiore in un altro con energia di legame minore, occorre fornire energia. Questo avviene sia quando si va da numeri di massa minori verso numeri maggiori, per A &lt; 56, sia viceversa per A &gt; 56.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DNA<\/strong>: acido desossiribonucleico (acronimo di <em>Deoxyribo-Nucleic Acid<\/em>), ma\u00adcro\u00admo\u00adle\u00adcola costituita da due lunghe catene (filamenti) avvolte in una doppia elica. Essa trasmette le informazioni del codice genetico ed \u00e8 composta da quattro <strong><em>nu\u00adcleo\u00adtidi<\/em><\/strong> legati tra loro che contengono le <strong><em>basi azotate<\/em><\/strong>: <strong><em>adenina<\/em><\/strong> (A), <strong><em>guanina<\/em><\/strong> (G), <strong><em>citosina<\/em><\/strong> (C) e <strong><em>timina<\/em><\/strong> (T). In natura, le basi azotate si accoppiano soltanto fra A e T e fra G e C; cos\u00ec la sequenza di basi di ogni singolo filamento pu\u00f2 es\u00adsere dedotta da quella del filamento ad esso associato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elemento chimico<\/strong>: un atomo che possiede un determinato numero di protoni. Per esempio, l&#8217;idrogeno ne ha 1 e il carbonio 6. Il numero di neutroni pu\u00f2 essere diverso dal numero di protoni, indicando un <em><strong>isotopo<\/strong><\/em>. In generale, un atomo viene indicato con un simbolo Z<sup>A<\/sup>, dove Z \u00e8 il numero di protoni (<strong>numero atomico<\/strong>)  e viene rappresentato dal simbolo chimico dell&#8217;atomo, e A  \u00e8 il <strong>peso atomico<\/strong>, ottenuto sommando il numero di protoni e neutroni. Un atomo con 6 protoni e 6 neutroni \u00e8 il Carbonio 12, indicato da C<sup>12<\/sup>, mentre se ci sono 7 neutroni \u00e8 il C<sup>13<\/sup>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Enzimi<\/strong>:proteine che fungono da catalizzatori, accelerando la velocit\u00e0 delle reazioni biochimiche senza modificarne la natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Eucarioti<\/strong> vedi <strong><em>Cellula<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fissione nucleare<\/strong>:il fenomeno di instabilit\u00e0 per cui un nucleo si spezza in nuclei pi\u00f9 piccoli. Poich\u00e9 i protoni presenti nel nucleo tendono a respingersi, essendo tutti portatori di cariche dello stesso segno, in nuclei con molti protoni come l\u2019uranio la repulsione elettrica diventa importante, aggiungendo un\u2019energia di segno positivo (repulsiva). Questa energia re\u00adpulsiva abbassa l\u2019energia di legame creando instabilit\u00e0 e favorendo la fissione spontanea dell\u2019atomo. A causa di questa propriet\u00e0, atomi con numero atomico molto elevato non hanno isotopi sta\u00adbili. La fissione pu\u00f2 essere provocata anche da un&#8217;azione esterna, per esempio un bombardamento di particelle nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fosfolipidi<\/strong>: in queste molecole due dei gruppi ossidrile \u2013OH del glicerolo sono legati ad acidi grassi, mentre il terzo \u00e8 legato all\u2019acido fosforico. A sua volta il fosfato \u00e8 legato a un gruppo polare. L\u2019estremit\u00e0 del fosfolipide che contiene il fosfato e il gruppo polare \u00e8 idrofila, mentre l\u2019estremit\u00e0 opposta con le code di acidi grassi \u00e8 idrofoba. Se ne ricava che i fosfolipidi, se si vengono a trovare su una superficie acquosa, si spandono formando un monostrato molecolare, dove le regioni di testa si mantengono in contatto con l\u2019acqua e le code di acidi grassi si orientano verso l\u2019aria. Due di tali pel\u00ad\u00adlicole tendono a combinarsi coda contro coda formando un <strong>doppio strato lipidico<\/strong>. La funzione pi\u00f9 importante dei fosfolipidi consiste proprio nella costruzione della <strong>membrana plasmatica<\/strong> o <strong>plasmalemma<\/strong>, ovvero quei sottili foglietti pi\u00f9 o meno impermeabili che avvolgono e delimitano ogni singola cellula animale e vegetale; le membrane pla\u00adsma\u00adtiche inoltre delimitano e\/o formano numerosi organelli al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fotone<\/strong>: la luce e tutta la radiazione elettromagnetica possono essere rappresentate in diversi fenomeni da una particella, detta <strong>fotone<\/strong>. Ogni massimo di intensit\u00e0 della luce corrisponde in questa ipotesi al passaggio di un fotone e la frequenza indica quanti fotoni passano ogni secondo per un punto nello spazio. Il fotone rappresenta la minima quantit\u00e0 di energia trasportata dalla radiazione elettromagnetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Frequenza di un\u2019onda<\/strong>: indicata con <em>n<\/em> \u00e8 l\u2019inverso del periodo con cui un\u2019onda si ripete e si misura in s<sup>\u20131<\/sup>&nbsp;o in Hertz (Hz). Un\u2019onda che raggiunge il mas\u00adsimo 1000 volte al secondo (1000 Hz), se lo fa un milione di volte al secondo \u00e8 di 1 MHz (Megahertz).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fusione nucleare<\/strong>: il processo in cui particelle atomiche o nuclei atomici si uniscono a formare un nuovo atomo. Per una delle leggi fondamentali della Fisica, la <strong>conservazione dell\u2019energia<\/strong>, se due nuclei si uniscono a formare un nucleo di massa maggiore, l\u2019energia corrispondente al <strong><em>difetto di massa<\/em><\/strong> viene trasforma\u00adta in fotoni di pari energia che sfuggono dal nuovo nucleo, in modo che l\u2019energia finale sia uguale a quella iniziale. La fusione nucleare genera quindi energia elet\u00adtromagnetica, principalmente raggi \u03b3 (gamma), ma pu\u00f2 anche produrre altre particelle che sfuggono dall\u2019atomo generando un decadimento radioattivo. Una vol\u00ad\u00adta che quest\u2019energia \u00e8 sfuggita, per spezzare l\u2019atomo occorre rifornirlo del suo difetto di massa. Cos\u00ec in genere gli atomi tendono a essere stabili, a meno che non giun\u00adga altra energia dall\u2019esterno a scinderli. La fusione nucleare che produca nuclei con numero atomico maggiore del ferro (Z = 56) non pu\u00f2 ge\u00adnerare elementi stabili, ma necessita di energia, che viene assorbita dall\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gene<\/strong>: acronimo per organismo geneticamente-costruito (<em>genetically-engi\u00adneered<\/em>). \u00c8 una sequenza particolare di <strong><em>nucleotidi<\/em><\/strong> in una particolare posizione di un <strong><em>cromosoma<\/em><\/strong>, che produce una sua funzione specifica, quale la produzione di una proteina o di un acido nucleico. Nella riproduzione, la funzione di un gene si trasmette alla discendenza. L\u2019insieme del materiale genetico dei <strong><em>cromosomi<\/em><\/strong> \u00e8 detto <strong>genoma<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gradi Kelvin<\/strong>: unit\u00e0 di misura della temperatura, per un gas legata direttamente all\u2019energia cinetica. La scala dei gradi Kelvin viene indicata con il simbolo K, senza il valore dei gradi (\u00b0) che si usa per la scala centigrada. Pi\u00f9 elevata \u00e8 l\u2019energia cinetica delle particelle del gas, maggiore \u00e8 la temperatura. Il valore di 0 K, detto lo <strong>zero assoluto<\/strong>,corrisponderebbe a particelle com\u00adple\u00adtamente im\u00admobili nello spazio. La nostra scala di gradi Centigradi differisce da quella Kelvin per 273\u00b0. Il valore di 0 \u00b0C corrisponde a 273 K e in generale la conversione vale T (K) = T (\u00b0C) + 273.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Grassi<\/strong>: sono costituiti da tre <strong><em>acidi grassi<\/em><\/strong> legati a una molecola di <strong>glicerolo<\/strong> o <strong>glicerina<\/strong> (CH<sub>2<\/sub>)<sub>2<\/sub>CH(OH)<sub>3<\/sub>, che si trova a un\u2019estremit\u00e0 della macromolecola cos\u00ec costituita. I grassi si presentano allo stato sia solido sia liquido e in quest\u2019ultimo caso sono detti <strong>olii<\/strong>. A differenza dei carboidrati, la cui funzione principale \u00e8 quella di sorgente energetica rapidamente disponibile, le riserve di grasso vengono utilizzate per accumulare energia a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guanina<\/strong>: una delle <strong>basi azotate<\/strong>, \u00e8 una purina indicata con G e con formula C<sub>5<\/sub>H<sub>5<\/sub>N<sub>5<\/sub>O. Si trova sia nel <strong><em>DNA<\/em><\/strong> sia nell\u2019RNA e si accoppia con la <strong><em>citosina<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ioni<\/strong>:  atomi o molecole che hanno guadagnato o perso elettroni e perci\u00f2 hanno una carica elettrica negativa o positiva. Si indicano nei due casi con un + o un &#8211; in apice, per esempio O<sup>&#8211;<\/sup> oppure O<sup>+<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Irraggiamento<\/strong>: l\u2019emissione di onde elettromagnetiche attraverso lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Isotopi<\/strong>: nuclei dotati di un numero di neutroni che pu\u00f2 essere maggiore, uguale o minore di quello dei protoni. Possono essere stabili oppure instabili, e trasformarsi in un altro isotopo se perdono neutroni o in un altro elemento se perdono protoni. Per esempio O<sup>16<\/sup>, O<sup>17<\/sup>&nbsp;e O<sup>18<\/sup>&nbsp;sono tutti isotopi stabili dell\u2019ossigeno. Il pi\u00f9 abbondante in assoluto (O<sup>16<\/sup>&nbsp;con il 99,8%), \u00e8 anche il pi\u00f9 stabile. Invece O<sup>15<\/sup>, isotopo instabile dell\u2019ossigeno con un neutrone in meno, si trasforma (decade) in N<sup>15<\/sup>&nbsp;nel giro di 2 minuti circa. Il carbonio possiede due isotopi stabili, C<sup>12<\/sup>&nbsp;e C<sup>13<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Legame a idrogeno<\/strong>: un debole legame elettrostatico tra un atomo carico negativamente e uno di idrogeno che \u00e8 legato a sua volta con un altro atomo carico negativamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lipidi<\/strong>: gruppo molto eterogeneo di macromolecole organiche la cui propriet\u00e0 co\u00admune \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di sciogliersi in acqua, propriet\u00e0 questa che spiega molte delle loro funzioni biologiche diverse. I lipidi comprendono quattro grandi grup\u00adpi principali quali i <strong>grassi<\/strong>, i <strong>fosfolipidi<\/strong>, le <strong>cere <\/strong>e gli <strong>steroidi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lunghezza d\u2019onda<\/strong>: distanza tra due massimi (o minimi) successivi di un\u2019onda, in\u00addicata con <em>\u03bb<\/em>. Nelle onde elettromagnetiche, \u00e8 legata alla <strong><em>frequenza<\/em><\/strong> dalla relazione <em>\u03bb<\/em> = <em>c \u03bd<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Macromolecole<\/strong>: composti chimici che formano la struttura delle  forme di vita  e ne svolgono le funzioni. Si tratta di molecole altamente organizzate. Molti di questi composti sono enormi, contenendo da centinaia a milioni di atomi di carbonio e sono detti macromolecole. Possiedono propriet\u00e0 speciali che sono assenti nei loro \u201cparenti\u201d pi\u00f9 piccoli; infatti in virt\u00f9 delle loro dimensioni e delle forme complicate che possono assumere, sono in grado di svolgere compiti complessi con grande precisione ed efficienza. Le ma\u00adcromolecole si costruiscono assemblando insieme piccole sub-unit\u00e0 molecolari, spesso in un processo lineare che somiglia all\u2019ap\u00adpaiamento di carrozze ferroviarie a formare un treno. Questo processo \u00e8 detto <strong>condensazione<\/strong>, ogni sub-unit\u00e0 <strong>monomero <\/strong>e la macromolecola che ne deriva <strong>polimero<\/strong>. Il processo inverso in cui il polimero viene smontato nei singoli monomeri da cui \u00e8 costituito \u00e8 detto <strong>idrolisi<\/strong>, poich\u00e9 il legame che unisce due monomeri in una catena viene scisso dall\u2019inserzione di una molecola d\u2019acqua tra le due unit\u00e0. Le macromolecole biologiche rientrano in 4 famiglie fondamentali di compo\u00adsti organici: <strong><em>carboidrati<\/em><\/strong>, <strong><em>lipidi<\/em><\/strong>, <strong><em>proteine<\/em><\/strong> e <strong><em>acidi nucleici<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Meiosi<\/strong>: il processo in cui una singola cellula <strong>diploide<\/strong> (con cromosomi accoppiati) si trasforma in quattro cellule <strong>aploidi<\/strong> (con singoli cromosomi) dopo due successive <strong><em>mitosi<\/em><\/strong>. Negli organismi pluricellulari questo avviene solo nelle cellule sessuali (<strong>gameti) <\/strong>e mai nelle altre cellule (<strong>cellule somatiche<\/strong>). Per esempio, negli esseri umani i due gameti maschili e femminili, sper\u00adma\u00adtozoo e ovulo, sono cellule aploidi con 23 cromosomi e si uniscono per formare una cellula diploide con 46 cromosomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Membrana<\/strong>: struttura costituita da un doppio strato di <strong><em>fosfolipidi<\/em><\/strong>  che racchiude proteine, alcune delle quali fanno da ponte tra l\u2019interno e l\u2019esterno della cellula regolando l\u2019ingresso e l\u2019uscita di alcuni ioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mitosi<\/strong>: il processo in cui il nucleo di una cellula<strong> <em>eucariote<\/em><\/strong> si divide producendo da una cellula madre due cellule figlie geneticamente identiche tra loro. Vedi anche <strong><em>meiosi<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molecola<\/strong>: un insieme di atomi legati chimicamente tra loro attraverso forze elettriche. In un legame all&#8217;interno di una molecola gli atomi mettono in comune degli elettroni. La formula di una molecola ha i simboli degli atomi legati tra loro. Per esempio, CO \u00e8 l&#8217;ossido di carbonio (Carbonio+Ossigeno) e CO<sub>2<\/sub> \u00e8 l&#8217;anidride carbonica (un atomo di carbonio e due di ossigeno). Il numero di atomi di un elemento X  \u00e8 espresso da un numero in pedice (X<sub>n<\/sub>). Se un gruppo atomico si ripete, la sua formula si scrive includendo il gruppo in una parentesi con il pedice che indica quante volte il gruppo \u00e8 presente. Per esempio, se il gruppo XY<sub>2<\/sub> \u00e8 presente tre volte, si scrive (XY<sub>2<\/sub>)<sub>3<\/sub>. La molecola pu\u00f2 essere neutra, cio\u00e8 non avere carica elettrica perch\u00e9 le cariche negative e positive si bilanciano, oppure essere ionizzata, con carica negativa XY<sup>+<\/sup> o positiva XY<sup>&#8211;<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molecola idrofila<\/strong>: molecola di una sostanza che assorbe, attrae o si dissolve nelle molecole d\u2019acqua. La maggior parte delle sostanze biologicamente importanti, in particolare le molecole polari (come gli <strong><em>zuccheri<\/em><\/strong> e gli <strong><em>am\u00admi\u00adnoacidi<\/em><\/strong>), e gli <strong><em>io\u00adni<\/em><\/strong>, come il sale da cucina, \u00e8 altamente solubile in acqua, pi\u00f9 solubile che in qualsiasi altro solvente. Una goccia di pioggia, giunta al termine del\u00adla sua caduta, contiene numerosi gas disciolti, principalmente azoto, ossigeno e anidride car\u00adbonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molecola idrofoba<\/strong>: molecola di una sostanza che repelle o non assorbe le mo\u00adlecole d\u2019acqua. Si tratta di molecole non polari che si legano tra loro iso\u00adlandosi dall\u2019acqua e sono perci\u00f2 insolubili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molecola polare<\/strong>: molecola che, pur essendo elettricamente neutra (il numero dei protoni eguaglia quello degli elettroni), mostra una distribuzione asim\u00admetrica degli elettroni di legame che la rende elettricamente negativa da una parte e positiva dall\u2019altra. Le molecole polari si sciolgono in acqua e so\u00adno definite <strong><em>mo\u00adlecole idrofile<\/em><\/strong>, quelle non polari sono dette <strong><em>molecole idrofobe<\/em><\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nucleosidi<\/strong>: composti formati da una <strong><em>base azotata<\/em><\/strong> legata a uno <strong><em>zucchero<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nucleotidi<\/strong>: composti formati da una <strong><em>base azotata<\/em><\/strong>, da uno <strong><em>zucchero pentoso<\/em><\/strong> (il ri\u00adbosio nell\u2019RNA e il desossiribosio nel DNA) e da un gruppo trifosfato (tre ioni di fosfato legati insieme, ab\u00adbreviato come TP = <em>tri-phosphate<\/em>). Negli acidi nucleici le basi presenti sono <strong><em>ade\u00adnina<\/em><\/strong> (A), <strong><em>guanina<\/em><\/strong> (G), <strong><em>citosina<\/em><\/strong> (C), <strong><em>timina<\/em><\/strong> (T) e <strong><em>ura\u00adcile<\/em><\/strong> (U). Oltre a essi, e\u00adsistono diversi tipi di nucleotidi che svolgono molte altre funzioni: trasportare energia come per esempio <strong>ATP<\/strong> (<strong>adenosin\u00adtrifosfato<\/strong>), partecipare alla formazione di coenzimi (o cofattori), fungere da molecole segnalatrici specifiche all\u2019interno della cellula, come il c<strong>AMP<\/strong> (<strong>adenosinmonofosfato ciclico)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Numero atomico<\/strong>: numero di protoni presenti nei nuclei di un <em><strong>elemento chimico<\/strong><\/em>, che de\u00adtermina la specie chimica. Un nucleo con due protoni \u00e8 di elio; uno con sei protoni \u00e8 di carbonio ecc. Atomi con lo stesso numero atomico appartengono allo stesso elemento. Si indica con il simbolo chimico dell\u2019elemento (H, C, O ecc.) o genericamente con Z.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Numero di massa<\/strong>: numero totale di particelle (protoni + neutroni), presenti nel nucleo di un elemento chimico. \u00c8 simile al <strong><em>peso atomico<\/em><\/strong> . Per molti di es\u00adsi, soprattutto quelli con basso <strong><em>numero atomico<\/em><\/strong> Z, il numero dei neutroni \u00e8 uguale a quello dei protoni e il numero di massa \u00e8 il doppio del numero atomico. Questi elementi chimici sono generalmente i pi\u00f9 <strong>stabili<\/strong>, cio\u00e8 non decadono in altri elementi. Alcuni nuclei possono avere un numero di neutroni maggiore o minore rispetto a quello dei protoni; sono detti <strong><em>isotopi<\/em><\/strong> di quell\u2019elemento. Il numero di massa si indica come apice al simbolo dell\u2019elemento, per esempio O<sup>16<\/sup>, isotopo stabile dell\u2019ossigeno con 8 protoni e 8 neutroni. In generale, un nucleo atomico pu\u00f2 essere indicato con il simbolo Z<sup>A<\/sup>, come descritto nella voce del glossario &#8220;<em><strong>elemento chimico<\/strong><\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Onde elettromagnetiche<\/strong>: variazioni nello spazio e nel tempo del campo e\u00adlettrico e di quello magnetico che si propagano insieme e possono essere rappresentate sotto forma di un\u2019onda, simile alle oscillazioni meccaniche di un fluido. Possiamo immaginarla come una pulsazione dotata di una certa <strong><em>intensit\u00e0<\/em><\/strong> o ampiezza che si ripete a un preciso intervallo di tempo, detto <strong>periodo<\/strong>. La ve\u00adlocit\u00e0 dell\u2019onda dipende dal mezzo in cui si propaga. Per le onde elettromagnetiche, nel vuoto essa \u00e8 sempre pari alla costante <strong>c <\/strong>= 299 792,458 km\/s detta <strong>ve\u00adlocit\u00e0 della luce<\/strong> ed \u00e8 legata alla <strong><em>lunghezza d\u2019onda<\/em><\/strong> e alla sua <strong><em>frequenza<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Organelli<\/strong>: strutture racchiuse da una membrana che si trovano nel citoplasma delle cellula e che svolgono funzioni specifiche. Per esempio, il nucleo cellulare e i mitocondri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parallasse annua<\/strong>: met\u00e0 dell\u2019angolo a cui appare una stella vista da due punti opposti dell\u2019orbita terrestre, che \u00e8 tanto pi\u00f9 piccolo quanto pi\u00f9 la stella \u00e8 lontana dal Sole. Con il metodo della triangolazione, \u00e8 possibile stabilire la distanza <em>d<\/em> di questa stella. L\u2019unit\u00e0 basata sulla parallasse \u00e8 il <strong><em>parsec<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parsec<\/strong>: distanza a cui, con una base di triangolazione di 1 U.A., un oggetto ha una parallasse di 1\u201d. Esso corrisponde a una distanza di circa 3 10<sup>13<\/sup>&nbsp;km. La distanza in parsec \u00e8 l\u2019inverso della parallasse annua in secondi d\u2019arco. Perci\u00f2 una stella a 1 parsec ha una parallasse annua di 1\u201d, un oggetto a 10 pc una parallasse di 0,1\u201d e cos\u00ec via, fino a giungere a stelle con parallasse di un millesimo di secondo d\u2019arco (mas), a distanze di 1000 pc. Per oggetti molto distanti, la misura delle distanze non avviene per triangolazione, ma con altri metodi; la loro distanza continua a essere misurata in parsec e suoi multipli. Se Proxima Centauri \u00e8 a 1 pc, il centro della Via Lattea \u00e8 a circa 10 kpc (chiloparsec) e la grande Galassia di Andromeda, M31, \u00e8 a 1 Mpc (Megaparsec).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Peso atomico<\/strong>: rapporto tra il peso medio di un atomo e quello di 1\/12 dell\u2019atomo di C<sup>12<\/sup>, che \u00e8 adottato come unit\u00e0. \u00c8 pari al <strong><em>nu\u00admero di massa atomica<\/em><\/strong><em>, <\/em>una volta detratto il contributo degli elettroni e il difetto di massa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Polimerasi<\/strong>: enzima che aggiunge nuove parti a una catena di macromolecole, fa\u00adci\u00adlitandone la formazione (catalisi). Per esempio, la DNA polimerasi, che catalizza la duplicazione del DNA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pressione<\/strong>: forza per unit\u00e0 di superficie che viene esercitata su un oggetto. In un gas essa dipende dagli urti delle particelle del gas ed \u00e8 legata direttamente alla temperatura: pi\u00f9 alta \u00e8 la temperatura, maggiore sar\u00e0 la pressione. Sulla Terra a livello del mare, dove l\u2019atmosfera raggiunge la sua maggiore densit\u00e0, circa 1,225 kg m<sup>\u20133<\/sup>, \u00e8 concentrato un numero incredibilmente elevato di particelle d\u2019aria, cir\u00adca 2,6  10<sup>25<\/sup>&nbsp;ogni metro cubo. Queste particelle, alla temperatura me\u00addia di 15 \u00b0C, si muovono a velocit\u00e0 di quasi 500 m\/s (= 1800 km\/h) e producono una pressione di 101,3 kPa (kiloPascal). Questa pressione viene detta anche 1 atmosfera (1 atm) e corrisponde a poco meno di 100 bar. Negli oceani, la pressione aumenta di una atmosfera ogni dieci metri di profondit\u00e0. Nell\u2019alta atmosfera, a circa 100 km di quota, la pressione scende a meno di 10\u201312&nbsp;atmosfere (10<sup>\u20137<\/sup>&nbsp;Pascal), diminuendo progressivamente nello spazio interplanetario, dove anche le densit\u00e0 crollano fino a 5 10<sup>6<\/sup>&nbsp;particelle m<sup>\u20133<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Procarioti<\/strong>: vedi <strong><em>cellula<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Proteine<\/strong>: polimeri costituiti da <strong><em>amminoacidi<\/em><\/strong>, per cui ogni singola proteina ha una determinata sequenza di amminoacidi che conferisce alla molecola le sue propriet\u00e0 esclusive. Le proteine svolgono numerose e importantissime funzioni: determinano molto di ci\u00f2 che entra ed esce in una cellula, regolano l\u2019espressione dei geni, formano i meccanismi per i movimenti biologici come le contrazioni muscolari. Esse costituiscono il principale componente strutturale dei peli, dei capelli, delle penne, delle unghie, della cute, dei legamenti, dei tendini ecc. Svol\u00adgono anche la funzione di <strong>enzimi<\/strong>, cio\u00e8 di mediatori delle reazioni metaboliche. Se si estraesse tutta l\u2019acqua da un organismo, pi\u00f9 della met\u00e0 del residuo secco sarebbe costituito da proteine. Si stima che la cellula tipica di un mammifero ne contenga almeno 10 000 tipi differenti. Le propriet\u00e0 delle proteine non dipendono solo dalla catena di amminoacidi che le compongono, ma anche dalla loro struttura nello spazio, come descritto nel Capitolo 2 del libro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanti<\/strong>: nella fisica classica, \u00e8 possibile pensare a una luce di intensit\u00e0 sempre pi\u00f9 fioca fino a raggiungere valori nulli. In realt\u00e0, ogni radiazione di una certa frequenza trasporta con s\u00e9 energie che sono multipli di una grandezza sotto la quale non si pu\u00f2 scendere. Questo fenomeno \u00e8 alla base di quella parte della fisica che \u00e8 la Fisica Quantistica. La quantit\u00e0 pi\u00f9 piccola di energia scambiabile \u00e8 detta <strong>quanto<\/strong> e si basa come unit\u00e0 di misura sulla costante <strong><em>h<\/em><\/strong>, detta <strong>costante di Planck<\/strong>. Questo ci indica che il comportamento microscopico dell\u2019energia \u00e8 <strong>quantizzato<\/strong>, cio\u00e8 non pu\u00f2 assumere qualsiasi valore, ma solo valori precisi, multipli di <em>h<\/em>. L\u2019energia trasportata da una radiazione di frequenza <em>\u03bd<\/em> \u00e8 pari a <em>E<\/em> = <em>h \u03bd<\/em>. Per avere un\u2019idea di quanto piccola sia questa quantit\u00e0 di energia, consideriamo che un fotone di luce visibile trasporta 3,6 10<sup>\u201319<\/sup> J. Allora per e\u00ad\u00admettere la stessa potenza (cio\u00e8 energia al secondo) di una lampadina da 100 W occorrono circa 10<sup>20<\/sup> fotoni!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Relazione massa-energia<\/strong>: nella teoria della relativit\u00e0 ristretta, massa ed energia corrispondono a due quantit\u00e0 equivalenti tra di loro: per esempio, posso descrivere una particella come un protone in termini di massa oppure di energia che pu\u00f2 essere liberata con la sua completa disintegrazione (<strong>annichilazione<\/strong>). Proprio come se trattassimo di lire o di euro, la massa fisica in kg di un corpo pu\u00f2 essere convertita in misure di energia come J o eV. Questa non \u00e8 semplicemente una convenzione: aggiungere energia a un oggetto, per esempio dandogli velocit\u00e0 (energia cinetica) \u00e8 <em>equivalente<\/em> a fornirgli una massa maggiore. Secondo la relativit\u00e0, far raggiungere a un corpo la velocit\u00e0 della luce corrisponderebbe ad aumentare la sua massa facendola tendere all\u2019infinito. In altri termini, per arrivare ad accelerare una particella dotata di massa alla velocit\u00e0 della luce occorrerebbe un\u2019energia infinita, e per questo la velocit\u00e0 della luce nel vuoto <strong><em>c<\/em><\/strong> non pu\u00f2 essere mai superata, poich\u00e9 nell\u2019universo non vi \u00e8 un\u2019energia infinita a disposizione. Per un corpo immobile rispetto a chi lo osserva, la formula che esprime l\u2019equivalenza tra la massa <em>m<\/em> e l\u2019energia <em>E<\/em> di un corpo pu\u00f2 essere scritta come <em>E<\/em> = <em>mc<\/em><sup>2<\/sup>. Questa energia di un corpo in quiete \u00e8 immensa: un chilogrammo di materia ha un\u2019energia corrispondente a 25 mila miliardi di wattora (25 TWh)! La relazione tra massa ed energia assumer\u00e0 un ruolo importantissimo quando gli oggetti considerati saranno le particelle (per esempio protoni o neutroni) legate in un nucleo atomico, a causa del <strong><em>difetto di massa<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ribosomi<\/strong>: complessi di rRNA (RNA ribosomiale) e proteine che si trovano nelle cellule eucarioti e sono la sede della sintesi di proteine. Possono trovarsi liberi nel <strong><em>citoplasma<\/em><\/strong>, nel reticolo endoplasmatico o nei <strong><em>mitocondri<\/em><\/strong>. La loro dimensione \u00e8 di circa 25 nm.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Righe spettrali<\/strong>: emissioni o assorbimenti di energia che appaiono a una pre\u00adcisa frequenza nello <strong><em>spettro<\/em><\/strong> della radiazione elettromagnetica. Essi corrispondono a variazioni di energia di atomi o molecole che vengono trasmessi nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche. Le variazioni di energia <em>\u0394E<\/em> producono una frequenza <em>\u03bd<\/em> data dalla relazione <em>\u0394E<\/em> = <em>h\u03bd<\/em>, in cui <em>h<\/em> \u00e8 la <strong><em>costante di Planck.<\/em><\/strong> La radiazione che viene emessa appare luminosa negli spettri producendo <strong>righe di emissione<\/strong>. La radiazione che invece viene assorbita mostrer\u00e0 una mancanza di energia in corrispondenza delle frequenze caratteristiche della sostanza che assorbe (<strong>righe di assorbimento<\/strong>). L\u2019analisi delle righe spettrali permette di dedurre le sostanze che emettono o assorbono la luce, la loro quantit\u00e0 e il loro movimento rispetto a chi osserva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RNA<\/strong>: acido ribonucleico (acronimo di <em>Ribo-Nucleic Acid<\/em>), macromolecola costituita da una lunga catena (filamento) avvolta a elica. Si trova nel nucleo e nel ci\u00adto\u00adplasma delle cellule; svolge un ruolo importante nella sintesi delle proteine e nelle attivit\u00e0 chimiche cellulari. La sua struttura \u00e8 composta da quattro <strong><em>nu\u00adcleo\u00adtidi<\/em><\/strong> legati tra loro che contengono le <strong><em>basi azo\u00adtate<\/em><\/strong>: <strong><em>adenina<\/em><\/strong> (A), <strong><em>guanina<\/em><\/strong> (G), <strong><em>citosina<\/em><\/strong> (C) e <strong><em>uracile<\/em><\/strong> (U). Esistono diversi tipi di RNA, come l\u2019RNA mes\u00adsag\u00adge\u00adro, l\u2019RNA di trasferimento, l\u2019RNA ribosomiale e altri, che svolgono ognuno una differente funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo d\u2019arco<\/strong>: unit\u00e0 di misura degli angoli, indicata con il simbolo \u201d, sot\u00adto\u00admultiplo dei gradi. 1\u201d (secondo d\u2019arco) \u00e8 1\/60 di 1\u2019 (<strong>primo<\/strong>) e 1\/3600 di 1\u00b0 (<strong>grado<\/strong>) .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sostanza inorganica<\/strong>: sostanza formata da atomi e ioni che non derivano da processi di organismi viventi, non sono formate esclusivamente da carbonio e idrogeno (idrocarburi) o non sono in generale <strong><em>sostanze organiche<\/em><\/strong>. Sostanze inorganiche sono per esempio il cloruro di sodio (NaCl), il carbonato di calcio (CaCO<sub>3<\/sub>) e l\u2019a\u00adnidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sostanza organica<\/strong>: sostanza basata su composti di carbonio. La maggior parte delle reazioni chimiche che avviene negli organismi viventi riguarda molecole organiche, dai semplici idrocarburi come il metano (CH<sub>4<\/sub>) alle complicate molecole degli anticorpi. Le sostanze prodotte dalle cellule viventi sono dette composti biochimici, per distinguerle da quelle che vengono sintetizzate oggi dai chimici organici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Spettro<\/strong>: la scomposizione della radiazione elettromagnetica nelle sue frequenze (o lunghezze d\u2019onda). Nel caso della luce visibile, lo spettro appare all\u2019occhio come un arcobaleno e le diverse frequenze producono un colore, dal rosso al violetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Steroidi<\/strong>: molecole costituite intorno a una struttura comune a 4 cicli o anelli (struttura policiclica), a cui sono attaccati diversi altri atomi o gruppi di atomi che li caratterizzano. Uno dei pi\u00f9 comuni steroidi \u00e8 il <strong>colesterolo<\/strong>, un componente delle membrane cellulari animali e un precursore per la sintesi di numerosi ormoni, tra cui il testosterone e gli estrogeni, ovvero quei messaggeri chimici inviati da una parte dell\u2019organismo ad altre per coordinare e regolare molte funzioni e processi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Timina<\/strong>: una delle <strong>basi azotate<\/strong>, \u00e8 una pirimidina indicata con T e con formula C<sub>5<\/sub>H<sub>6<\/sub>N<sub>2<\/sub>O<sub>2<\/sub>. Si trova solo nel <strong><em>DNA<\/em><\/strong> e si accoppia con l\u2019<strong><em>adenina<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tipi spettrali<\/strong>: parametri di classificazione delle stelle in base alla loro temperatura. La classificazione standard \u00e8 data da una lettera seguita da un numero da 0 a 9. La sequenza di lettere \u00e8 O, B, A, F, G, K, M. Per esempio, nella sequenza a un tipo spettrale A9 seguono i tipi spettrali B0, B1, B2 ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trasporto del calore<\/strong>: passaggio di energia termica da un punto all\u2019altro dello spazio. Esso pu\u00f2 avvenire in una sostanza per <strong><em>conduzione<\/em><\/strong>,&nbsp; <strong><em>convezione<\/em><\/strong> o<em> <strong>irrag\u00adgiamento<\/strong><\/em>. Nello spazio vuoto o nelle sostanze a bassa densit\u00e0 l\u2019energia si trasmette esclusivamente o prevalentemente per irraggiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Uracile<\/strong>: una delle <strong>basi azotate<\/strong>, \u00e8 una pirimidina indicata con U e con formula C<sub>4<\/sub>H<sub>4<\/sub>N<sub>2<\/sub>O<sub>2<\/sub>. Si trova solo nell\u2019<strong><em>RNA<\/em><\/strong> e pu\u00f2 formare un legame con l\u2019<strong><em>adenina<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Zuccheri<\/strong>: gruppo di molecole dette anche <strong>saccaridi<\/strong>. I singoli zuccheri sono detti <strong>monosaccaridi<\/strong> o zuccheri semplici e la loro formula generale \u00e8 (CH<sub>2<\/sub>O)<sub>n<\/sub>. Tra di essi vi sono il glucosio, il fruttosio, presente nella frutta, il ribosio che si trova nell\u2019acido ribonucleico (RNA). Lo zucchero \u00e8 denominato <strong>pentoso<\/strong> se vi sono 5 atomi di carbonio, <strong>esoso<\/strong> se ve ne sono 6 ecc. &nbsp;&nbsp; I monosaccaridi possono essere legati tra loro per formare una nuova molecola costituita da due unit\u00e0 di zucchero cio\u00e8 un <strong>disaccaride<\/strong>. Per e\u00adsempio il lattosio, presente nel latte, costituito da glucosio e galattosio op\u00adpure il saccarosio, il co\u00admune zucchero da tavola, costituito da glucosio e fruttosio. Quest\u2019ultimo \u00e8 la com\u00adponente principale della linfa delle piante e trasporta energia da una parte della pianta a un\u2019altra. Quando tanti singoli zuccheri si legano insieme in una lunga catena si ha un <strong>polisaccaride<\/strong>. Per esempio il <strong>glicogeno<\/strong>, formato in\u00adte\u00adramente da molecole di glucosio; quasi tutti gli animali depositano la loro ener\u00adgia chimica in eccesso sotto forma di glico\u00adgeno. Un altro polimero del glucosio \u00e8 l\u2019<strong>amido<\/strong>, che nelle piante ha la stessa funzione del glicogeno negli a\u00adni\u00admali e cio\u00e8 di riserva energetica; le patate e i cereali, per esempio, sono co\u00adstituiti principalmente da amido. Altri polisaccaridi svolgono invece una funzione strutturale e tra i pi\u00f9 importanti troviamo la <strong>chitina <\/strong>e la <strong>cellulosa<\/strong>. Que\u00adst\u2019ultima \u00e8 il pi\u00f9 abbondante polisaccaride sulla Terra, poich\u00e9 forma le robuste pareti cel\u00adlulari di ogni cellula vegetale. La chitina \u00e8 un polisaccaride azotato ed \u00e8 un importante costituente del rivestimento esterno di ragni, crostacei e insetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte voci di questo glossario sono gi\u00e0 spiegate nel testo e sono riportate qui per una consultazione pi\u00f9 veloce. 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